Luca Dini, ceo e founder dello studio 'Luca Dini Design & Architecture'
Ha lo studio a Firenze ma finora non aveva mai fatto progetti nella sua città, anche perché per molti anni il designer Luca Dini si è dedicato soprattutto a firmare decine e decine di superyacht costruiti da prestigiosi cantieri italiani e stranieri (l’ultimo è il 55 metri Agnetha del cantiere olandese Heesen), diventando un nome di rilievo nel settore della nautica di lusso.
Dallo yacht design alla progettazione urbana
Poi, dopo aver acquisito uno studio di architettura diventando nel 1996 ‘Luca Dini Design & Architecture’, il professionista ha ampliato il raggio d’azione dalla nautica all’architettura e alla progettazione urbana a livello internazionale: così ha realizzato il masterplan e il design dell’isola di Sindalah in Saudi Arabia, destinata a diventare (deve ancora essere completata) una mèta esclusiva nel Mar Rosso (comprende marina, yacht club, centro per sport acquatici, tre hotel cinque stelle, ville e appartamenti, club sportivo, 38 ristoranti e lounge); e ha firmato di recente cinque grandi progetti costieri in Albania, che prevedono un porto turistico, un resort e una serie di ville di lusso.
Apre un nuovo studio in Palazzo Ximènes Panciatichi
Ora Dini approda nella sua Firenze, grazie alla Fondazione Cassa di risparmio guidata da Bernabò Bocca che gli ha affidato il progetto di rigenerazione di via Palazzuolo, quartiere fiorentino che il Comune di Firenze ha indicato come bisognoso di interventi per aumentare sicurezza e vivibilità, eliminando degrado, microcriminalità e droga. Dini è al lavoro e tra qualche settimana presenterà con la Fondazione le linee guida di ‘Recreos’, il nome dato al progetto. Nel frattempo il designer ha investito in un nuovo studio: al quartier generale di piazzale Donatello (600 mq di uffici con giardino) si è aggiunta una seconda sede in Borgo Pinti, nello storico Palazzo Ximènes Panciatichi d’origine cinquecentesca, dove si è appena trasferita la divisione architettura di ‘Luca Dini Design & Architecture’. Gli uffici ospitano anche una selezione di opere d’arte curate dalla Galleria Bacarelli.
Lavorare nel bello alimenta la creatività
“Lavorare in un contesto architettonico di valore è fondamentale per alimentare la creatività e il pensiero progettuale – sostiene il designer fiorentino, ceo e founder dello studio -. Nel 1996 il nostro team era composto da meno di dieci persone, oggi siamo più di 90 professionisti, con la previsione di arrivare a fine anno oltre quota 100“. La creazione di un’area interamente dedicata ai tecnici dell’architettura è stata pensata, spiega un comunicato, “per garantire un flusso di lavoro più efficiente e stimolante, un luogo in cui la precisione ingegneristica e la sensibilità estetica si incontrano, permettendo ai professionisti di lavorare con la massima concentrazione e sinergia”.
Silvia Pieraccini